La Mattanza delle Balene Pilota in Danimarca
25/04/10 11:50

Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi come un sussurro, come se la notizia dovesse passare sotto silenzio. Parliamo delle "Balene Pilota" appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti il lingua spagnola come "calderones".Sono delle creature che amano vivere in branchi composti per lo più da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni. Hanno un carattere molto mansueto, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde.Vi parlo di una vera e propria strage che da tanti anni viene compiuta nelle isole danesi Feroe (o Faroe) a spese dei globicefali.Le isole Feroe sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia.
La stima ufficiale delle catture dichiarata dai faeroesi è di circa mille delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000 all’anno. L’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo, pelle per realizzare corde, grasso per ricavare olio come combustibile, stomaci come galleggianti e così via. Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita. Ma descriviamo meglio come avviene questa caccia: I calderones, animali pacifici, molto curiosi e che si muovono in branchi, durante le loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo. Una volta avvistate, queste povere balene vengono circondate a semicerchio da alcune barche e convogliate verso piccole baie prestabilite dove le attendono i loro massacratori.

Secondo le fonti ufficiali, verrebbe fatto un taglio netto nel collo per recidere il midollo spinale e le arterie per cui l’animale rimarrebbe paralizzato e perderebbe coscienza in 5-10”. Secondo le testimonianze delle persone che hanno assistito a questa mattanza, i video e le foto che si trovano in rete, le cose non si svolgono esattamente in questa maniera: le balene, per essere portate verso l'acqua bassa verrebbero uncinate per la coda, trascinate a riva e quindi uccise barbaramente a coltellate mentre si dibattono e gridano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue.
Una grossa denuncia su questa situazione viene fatta dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, a suo tempo, cofondatore di Greenpeace, da sempre in primo piano per cercare di fermare queste atrocità.
Ad una domanda posta alla Commissione europea su questo problema, Stavros Dimas, il Commissario UE per l'ambiente risponde che l'Unione Europea vieta la caccia di tutte le specie di cetacei (balene, delfini e focene) in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche nota come la Convenzione di Berna in base alla quale è anche vietato vendere o scambiare cetacei e l'introduzione a fini prevalentemente commerciali ai sensi del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. Questa legislazione però non si applica alle balene pilota che vengono cacciate nelle isole Faroe in quanto non fanno parte dell'Unione Europea. E' altresì vero che la Danimarca ha firmato la convenzione di Berna ma dichiarando che tale accordo non si applica alla Groenlandia ed alle isole Faroe. Pertanto l'Unione Europea non può intervenire legalmente nei confronti di questi paesi. Stesso discorso per la IWC (International Whaling Commission) infatti pur tutelando le balene a livello internazionale, le balene pilota, facendo parte della categoria "piccoli cetacei" non sono di loro pertinenza.
Se non si acquista una coscienza culturale; se continueranno a prevalere gli interessi economici; se non cesserà il piacere fine a se stesso di una caccia fatta per puro sport e divertimento, non si riuscirà mai a risolvere il problema. Il mondo civile con le persone di buona volontà sta lavorando intensamente per cercare di trovare una soluzione. Ma la strada è lunga e difficile.
La cosa che sconcerta di più è che oggi sta subentrando una nuova motivazione per queste cacce: le balene, come i delfini mangiano troppo pesce e quindi stanno impoverendo i mari e per questo motivo devono essere cacciate! Tesi sostenuta soprattutto dal Giappone, dalla Norvegia e dall’Islanda (i più grandi cacciatori di balene del mondo). Purtroppo conosciamo la ferocia dei giapponesi e le stragi da loro effettuate al largo di Taiji in Giappone: tutti gli anni cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici.
Le associazioni ambientaliste, a livello mondiale, si battono, ognuna a modo loro, per fermare questi massacri a tutti i livelli ed in tutti i paesi del mondo. Molti progetti mirano alla creazione di riserve marine e a rafforzare quanto sancito dall’IWC sulla caccia commerciale. Purtroppo non ci sono fondi sufficienti per sostenere tutte le campagne che dovrebbe essere portate avanti. Per cui è “la voce del popolo” che deve farsi sentire, assumere una maggiore coscienza in merito all’argomento, smettere di mangiare carne di balena, fare pressioni sui governi perché adottino delle politiche conservative.
Volevo segnalarvi questo video http://www.youtube.com/watch?v=TrJfsH7wsFc che mostra questo massacro e che data la crudeltà delle immagini ne sconsiglio la visione alle persone sensibili e ai bambini.
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